segreti per investire

Il Vantaggio Segreto dell’estremista degli Investimenti

La maggior parte delle persone continua a cercare erroneamente la “dritta” sugli investimenti pensando che questa sia la chiave per raggiungere una veloce e cospicua Ricchezza. Sia nel mio Corso che nel mio E-book Seller spiego dettagliatamente perché questo è estremamente sbagliato. Voglio quindi condividere una delle mie idee d’investimento preferite, una strategia che ho usato più e più volte per fare investimenti con ottimi profitti correndo rischi molto bassi.

Comprendere questa strategia, permette di guadagnare in determinate situazioni, le stesse in cui solitamente la gente perde soldi.

Per avere successo con questa strategia, bisogna saper individuare gli “estremi” di un mercato… bisogna diventare un esperto in “estremi”: un vero “estremista” negli investimenti.

Essere un “estremista” negli investimenti, vuol dire essere sempre alla ricerca di situazioni in cui un qualsiasi mercato o settore si trova in uno stato drasticamente diverso dalla sua normale condizione. Individuando questi stati estremi, si può poi scommettere sulle condizioni di ritorno alla normalità, guadagnando e correndo, tutto sommato, rischi molto bassi.

E ‘importante rendersi conto che gli estremi possono verificarsi in qualsiasi mercato: azionario, obbligazionario, valutario così come nell’immobiliare o nelle materie prime.

Per fare un esempio pratico, gli estremi per un titolo azionario sono rappresentati ad esempio da ipercomprato o ipervenduto. Questo è un estremo “tecnico”. Altri estremi possono presentarsi dalla lettura del “sentiment”, cioè da indagini che fanno un continuo monitoraggio per controllare il livello di pessimismo o di ottimismo degli investitori.

Per fare qualche altro esempio, possiamo tornare alla situazione del mercato azionario degli Stati Uniti nel 1982. In quel periodo le azioni erano “estremamente” convenienti. In quel mercato azionario, considerando diciamo gli ultimi cento anni, il “normale” rapporto prezzo-utili (price-to-earnings ratio o P/E Ratio) delle azioni è circa 16. Nel 1982, l’economia e il mercato azionario avevano fatto così male e per così tanto tempo che la massa delle persone aveva semplicemente rinunciato all’idea di acquistare azioni. Ovviamente, poiché nessuno voleva possedere azioni, queste diventarono “estremamente” interessanti. Il rapporto prezzo-utili scese nella stragrande maggioranza dei casi a circa 8.

Quel periodo, è stato uno dei momenti più importanti per acquistare azioni. Il mercato aumentò del 50% in un solo anno ed era raddoppiato nel 1986. Aumentò più di 10 volte nel corso dei successivi 17 anni.

Se procediamo ora velocemente nella storia per circa un decennio, ci ritroviamo nell’estremo opposto. Nel 1999, l’ottimismo verso il mercato azionario era così alto che il rapporto prezzo-utili raggiungeva nella quesu totalità dei casi un valore intorno a 33. Questo è stato un incredibile “estremo” in termini di sopravvalutazione.

Quel livello estremo di sopravvalutazione, ha reso quel periodo come il peggior momento per comprare azioni. Il mercato si è infatti “schiantato” per diversi anni dopo aver toccato quel livello estremo.

Quando si effettuano valutazioni di investimento, è necessario studiare la valutazione storica di un asset per capire qual è il suo livello di normalità. Quando un asset risulta estremamente a “buon mercato” rispetto alla sua valutazione storica, è necessario considerarne l’acquisto. Quando un asset diventa estremamente costoso rispetto alla sua valutazione storica, si può semplicemente considerare di evitarlo o…. bisogna sapere come fare a guadagnare dal crollo del suo prezzo. Questo, come già detto, vale per il petrolio, come per i titoli tecnologici, gli immobili e un sacco di altri asset.

Se parliamo di azioni, gli estremi sono valutabili ad esempio con l’analisi tecnica, studiano l’andamento dei prezzi e il volume degli scambi. Molti pensano che l’analisi tecnica sia “prevedere il mercato” ma non è così. Si tratta semplicemente di utilizzare i dati di prezzo e di volume per valutare l’azione e aiutarsi nelle decisioni da prendere. Tutto qui.

Ci sono decine di indicatori tecnici che misurano i livelli di ipervenduto o ipercomprato di un titolo. Personalmente ho trovato utile l’RSI (Relative Strenght Index), l’indicatore di forza relativa. Questo indicatore non ha nulla di magico né di predittivo. E’ semplicemente un modo oggettivo per valutare la situazione di ipercomprato o ipervenduto di un titolo. Tutto qui.

Qualche anno fa, nel mio cercare sistemi per valutare gli “estremi” scoprii l’esistenza del BPI (Bullish Percent Index). Anche questo indice, aiuta a identificare situazioni di ipercomprato o ipervenduto in moltissimi settori di mercato. Anche qui non c’è nulla di magico o predittivo. E’ semplicemente un altro modo oggettivo di valutare i prezzi di un mercato.

Sto solo parlando di alcuni strumenti che mi permettono di identificare gli “estremi” per scommettere sul fatto che a un certo punto, ciò che sto valutando, inizi a muoversi in direzione opposta. Lo sto facendo sapendo che, la forte pressione su un “estremo”, quando viene meno, tende a provocare lo stesso effetto di un elastico che viene allungato sino al suo limite.

Sono riuscito a rendere l’idea? 

Ci sono centinaia di indicatori tecnici e schemi grafici che molti usano. Sapere tutto questo non è comunque importante quanto conoscere l’obiettivo reale di tutto questo: stai utilizzando questa roba per individuare gli “estremi”.

Stai solo affinando le tue capacità per diventare un estremista negli investimenti.

 

Ti faccio un esempio anche di estremi legati al “sentiment”.  Lo studio del sentiment si preoccupa di misurare la quantità di pessimismo o ottimismo delle persone verso un determinato asset. Ci sono indicatori di sentiment per quasi ogni tipo di bene, azioni, materie prime, immobili, valute…. Misurare il sentiment per me resta anche arte oltre che scienza.

In ogni caso, l’obiettivo è sempre lo stesso: trovare livelli “estremi” di pessimismo o di ottimismo. Trovare quindi situazioni in cui la maggior parte delle persone è estremamente rialzista o ribassista… e poi scommettere contro la loro opinione. Evitare insomma di seguire il gregge.

Quando la maggior parte delle persone fa fatica o è tremendamente impaurita dall’idea di possedere un particolare tipo di asset, ci sono buone probabilità che quel “bene” sia a buon mercato… D’altra parte, quando tutti amano un “bene” ci sono buone probabilità che quell’asset sia molto costoso… 

Quando dico che il sentiment è anche arte, cioè qualcosa che non può quindi essere solo misurato con precisione da istituti preposti, voglio dire che se ad esempio una pubblicazione diffusissima come Newsweek o Time ha un asset in copertina, ci sono buone probabilità che quel bene sia ormai troppo popolare e, se così è, vuol dire che è ormai troppo costoso. E quando siamo agli “estremi” la caduta, prima o dopo, è inevitabile. Pensa solo al boom dell’immobiliare nel 2006….

Questo vale anche se sei ad una festa o stai parlando con il tuo panettiere. Quando molte persone sono entusiaste di un determinato investimento, quando stanno comprando quanto più possibile per le loro possibilità, siete di fronte ad un importante segnale di avvertimento. Questo è vero anche quando alla stessa festa, la maggior parte delle persone si lamentano delle pesanti perdite che stanno subendo per colpa di un determinato investimento. Ci sono buone probabilità che, di lì a breve, vi ritroviate di fronte ad una buona opportunità di acquisto.

Quando nel 2003 parlavo alle persone dell’Oro a 350 dollari mi guardano come se fossi pazzo. Il disinteresse verso questo bene era pressoché totale. C’era una quantità “estrema” di disinteresse verso l’Oro. Allo stesso modo quando nel 2011 dicevo che l’Oro a oltre 1800 dollari, in quel preciso momento, era una follia, le stesse persone mi guardavano nuovamente come se fossi un pazzo. C’era quindi una quantità “estrema” di interesse verso l’Oro.

Il segreto per guadagnare correndo bassi rischi e imparare a essere un estremista degli investimenti.

Rilevare situazioni fortemente anomale e poi scommettere sul loro ritorno alla normalità. Accade del resto anche in natura, un’anomala e persistente situazione di calma prelude sempre ad una forte tempesta. Dopo una devastante e forte tempesta, tutto prima o dopo torna comunque alla normalità. Accade così anche nei cicli economici e sui mercati finanziari.

Guarda cosa è accaduto alle azioni di aziende legate all’estrazione petrolifera off shore a metà del 2010, subito dopo il terribile disastro nel Golfo del Messico. Tutti hanno avuto, anche gli investitori professionali (sì, per quanto possa sembrarti strano, alla fine anche loro fanno o anticipano quello che farà la massa).

Sull’onda emotiva, ci fu una reazione estrema ed eccessiva. La gente fu portata a pensare che non avremmo più visto estrazione di petrolio in mare aperto. Il sentiment verso il settore divenne terribile. Anche le aziende di settore che avevano poca o nessuna esposizione sul Golfo del Messico videro scendere le proprie azioni del 30%. Tutto questo portò l’intero settore in uno stato di “estremo” ipervenduto e questo rese i prezzi delle azioni di quel comparto molto “economiche”. In alcuni casi, il rapporto prezzo-utili scese a 5…..

Dopo le forti vendite, il settore divenne quindi “estremamente” impopolare, estremamente a buon mercato in quanto era dal punto di vista tecnico “estremamente” ipervenduto.

Riesci a immaginare quale fu il mio modo di agire ed investire in quel momento?

Il segreto per guadagnare molto dai tuoi investimenti, correndo bassi rischi, è diventare un abile cacciatore di “estremi”. Diventare un “estremista” negli investimenti

Se a questo riesci anche ad abbinare la capacità di governare realmente il denaro e l’abilità di creare un’efficace Piramide degli Investimenti…. non potrò che brindare alla tua Ricchezza!

Fabrizio “Jacque$ Jump” Diluca

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8 commenti

  1. La tua capacità di rendere tutto così semplice è invidiabile. Questo è un blog che andrebbe proiettato nelle scuole. Non ci hai mai pensato?
    Fabio

  2. Questo è un super post!!!!! Giù il cappello 🙂 GRANDE JJ

  3. Silvana Germoglio

    Sempre efficace e stimolante leggerti caro JJ. Un abbraccio
    SG

  4. Vitaly Forex

    Opero continuamente per sfruttare questa logica.
    Certo che il tuo articolo però mi fa riflettere… nel senso che mi chiedo se il mio sforzo ed i rischi per produrre quotidianamente gain con il forex valgano la pena rispetto all’adottare un approccio più strutturato, meno dispendioso in termini di tempo e anche meno rischioso come da te definito nell’articolo…
    A volte fermarsi a riflettere aiuta. Grazie per lo spunto che mi hai fornito.

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